Quante volte una cosa può farci male?
Se ci pensiamo siamo gli unici essere viventi provvisti di cervello che pur avendo sperimentato il dolore, non temiamo di ripeterci.
Proviamo quasi gratificazione dalle nostre azioni sbagliate, proviamo un senso di benessere nel ripetere ciò che ci farà male.
Esempio chiaro al mondo: io che ascolto da circa dieci minuti, in loop, la canzone di Adele " Chasing pavements" con fazzoletto annesso nel kit che viene assegnato alle " giovani donne che hanno deciso di straziarsi per amore".
Io ammiro la gente che riesce ad essere così ferma ed imperturbabile da non avere una playlist personale su youtube con la scritta: " serate un po' così".
Oggi a quanto pare non è solo una serata ma una giornata un po' così che credo potrebbe finire con con un cambiamento di colore di capelli.
Eh si perché appena la crisi si fa incombente, di qualsiasi crisi si tratti, la prima cosa che le donne fanno è cambiare qualcosa nei propri capelli, ed io che ho vissuto per 30 anni di crisi personali sono arrivata ad un punto in cui non ho molto da tagliare, anzi.
Ricordo quando per la prima volta nella mia vita ho iniziato a fare crescere i capelli facendoli diventare neri ( credetemi l'unica volta nella mia vita ).
Avevo un compagno da tanti anni, vivevamo insieme e lui mi aveva conosciuta biondissima con un taglio anni 50.
Non appena, dopo anni, la relazione aveva preso la strada dell'infelicità la prima cosa che mi era venuta spontanea far diventare i miei capelli neri.
Facendo una sorta di castrazione volontaria alla mia femminilità ho proseguito per mesi.
Anche il giorno della laurea, credo uno dei giorni più tristi della mia vita, li avevo neri, media lunghezza.
Dopo la laurea e dopo due mesi di esilio a Londra senza sentirlo, con la consapevolezza che probabilmente i miei capelli non avrebbero salvato un rapporto mi sono ritrovata seduta da una parrucchiera a tagliare tutto, con la decolorazione in testa e pronta per un altra avventura di vita.
Tagliando, avevo tagliato i rami secchi, avevo fatto gli ultimi pianti e l'unica cosa che desideravo era tornare ciò che ero prima.
Oggi, tra fazzoletti e voglia di trasformare i miei capelli in un nero corvino, sento una consapevolezza diversa.
Una forza che, a prescindere dal colore di capelli che deciderò di avere per disperazione o per reazione, mi ha portato ad essere qui, oggi e viva più che mai.
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